Prunus dulcis

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Vivai Munda - Piante di mandorlo innestato
Il Mandorlo (Prunus dulcis (Mill.) D.A.Webb, 1967), conosciuto anche con altri sinonimi scientifici: Amygdalus communis L. e Prunus amygdalus Batsch, è un albero di medie dimensioni, appartenente alla famiglia delle Rosaceae (genere Prunus). È una pianta originaria dell’Asia sud-occidentale, ma oggi coltivato in molte regioni a clima mediterraneo. È noto soprattutto per i suoi frutti, le mandorle, che possono essere dolci o amare e vengono utilizzate in cucina, pasticceria e cosmetica.
Habitat
Il Mandorlo viene coltivato principalmente nell’entroterra collinare delle regioni del bacino del Mediterraneo con clima temperato arido, con temperature minime invernali che mediamente vanno da 3°C a -3°C e temperature massime che superano i 40°C. Il Mandorlo è resistente al freddo, sopportando temperature che arrivano fino a -20°C. Predilige terreni sciolti e ben drenanti. Non resiste nei terreni pesanti, prevalentemente argillosi, in quanto è suscettibile ai marcimi radicali, dovuti ai ristagni d'acqua e allo scarso arieggiamento del suolo. Nel clima temperato arido del Bacino del Mediterraneo la piovosità è concentrata nel periodo invernale: il Mandorlo è una coltura che è adatta a questo tipo di clima, in quanto riesce a resistere alla prolungata siccità. È coltivato soprattutto in Italia (Sicilia e Puglia), Spagna, California e Medio Oriente.
Fusto, rami e foglie
Il Mandorlo è un albero caducifoglio, le cui foglie sono una caratteristica distintiva. Le nuove foglie spuntano dopo la fioritura. Esse si sviluppano sui rami in modo alterno e sono di forma lanceolata: allungate e strette, con l’apice appuntito; e hanno un bordo finemente seghettato. Sono di un colore verde brillante nella pagina superiore, mentre la parte inferiore è di una tonalità più chiara. Generalmente misurano tra i 7 e i 12 cm di lunghezza e 2-4 cm di larghezza.
Le piante innestate su Mandorlo franco, nella giovane età, presentano un fusto diritto e liscio e di colore grigio-verde. Con la crescita diventa più scuro, screpolato e rugoso.
Il fusto si divide in numerosi rami sottili, che si sviluppano in modo espanso, formando una chioma ampia e leggera. Con la crescita il fusto e i rami diventano resistenti e flessibili, permettendo alla pianta di adattarsi in terreni aridi e ventosi.
Come nella maggior parte delle piante le foglie conducono un ruolo fondamentale per la fotosintesi clorofilliana, ma, inoltre, esse favoriscono la traspirazione, regolando il bilancio idrico della pianta e offrono ombra ai frutti in formazione, proteggendoli dal sole intenso.
Apparato radicale




Le piante di Mandorlo, innestate su Mandorlo franco presentano una radice fittonante, con un fittone principale, che scende in profondità nel terreno, e gli conferisce una notevole resistenza alla siccità, con radici laterali ramificate e piene di capillari.
La conformazione dell’apparato radicale, rende il Mandorlo resistente alla siccità e si adatta anche in suoli poveri e calcarei, con scheletro prevalente, pur preferendo terreni sciolti, sabbiosi, sabbioso-limoso e di medio impasto, ben drenati. Infatti, le radici del mandorlo riescono ad estrarre l’acqua anche da strati profondi del suolo, permettendogli di sopravvivere in ambianti con precipitazioni limitate. Inoltre, lo sviluppo in profondità del suo apparato radicale, rende la pianta in grado di resistere a venti forti e condizioni climatiche avverse.
Fiori




La fioritura del Mandorlo avviene tra Gennaio e Marzo, a seconda delle varietà, che possono essere a fioritura precoce o tardiva. I fiori crescono singolarmente o in piccoli gruppi, lungo i rami. I fiori sono ermafroditi, anche se alcune varietà necessitano di impollinatori. Essi sono: bianchi o leggermente rosati, delicati e profumati, con un diametro fino a 5 cm. La corolla contiene 5 petali e 40 stami, disposti su tre verticilli, attorno a un pistillo con ovario semi-infero, e il calice contiene 5 sepali. L’impollinazione è agevolata sia dagli insetti (Entomofila) sia dal vento (Anemofila).
La fioritura del Mandorlo indica l’arrivo della primavera meteorologica.
I fiori del mandorlo sono spesso associati alla bellezza effimera, poiché sbocciano rapidamente e durano poco.
In molte culture rappresentano la speranza, la purezza e il risveglio della natura.
In Sicilia, il mandorlo è protagonista della Sagra del Mandorlo in Fiore, ad Agrigento. Un evento che celebra la bellezza della fioritura e le tradizioni legate a questa pianta.
Frutti
Il frutto è una drupa le cui dimensioni si aggirano tra 30-50 mm, con forma di ovoide o ovoide-oblungo, compresso lateralmente, con mesocarpo coriaceo ed endocarpo legnoso e seme edule, comunemente chiamata Mandorla. Esso contiene il seme commestibile tanto apprezzato per il suo sapore e le sue proprietà nutrizionali. Infatti, le mandorle contengono vitamina E, grassi sani e antiossidanti, utili per la salute del cuore e della pelle.
I frutti iniziano a svilupparsi dopo la fioritura e maturano tra luglio e settembre. Quando il mallo si secca e si spacca, la mandorla è pronta per essere raccolta. Dopo la raccolta, il guscio può essere rimosso per ottenere la mandorla sgusciata.
Le mandorle sono consumate al naturale, tostate, in dolci (es. torrone, marzapane, pasta di mandorle) e bevande come il latte di mandorla. Inoltre, l'olio di mandorle dolci è apprezzato per le sue proprietà emollienti e nutrienti per la pelle e i capelli.
Portinnesti utilizzati
I portinnesti utilizzati per la realizzazione di impianti a mandorleto per la produzione di mandorle dolci con seme edule sono il Mandorlo franco (prodotto da seme), Il Garnem (ibrido derivante dall’incrocio tra mandorlo e pesco) ed il GF677 (ibrido derivante dall’incrocio tra pesco e mandorlo).
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GF 677




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GF677 (IBRIDO TRA PRUNUS PERSICA X PRUNUS AMIGDALUS) A RADICE NUDA
Il GF677 è un ibrido che deriva dall’incrocio tra Prunus Persica (Pesco) x Prunus Amigdalus (Mandorlo).
È un portinnesto utilizzato per l’innesto del pesco, del mandorlo e dell’albicocco. Resiste nei terreni calcarei, non tollera i nematodi e l’Armillaria.
Questo tipo di portinnesto viene utilizzato molto per la realizzazione di frutteti irrigui, poiché non ha la stessa resistenza alla siccità del mandorlo franco. Infatti, presenta un apparato radicale fascicolato, più superficiale, che si espande rapidamente, permettendo una precoce entrata in produzione dell’impianto.
Garnem




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GARNEM (IBRIDO TRA PRUNUS DULCIS X PRUNUS PERSICA) A RADICE NUDA
Il Garnem è un portainnesto ibrido, Prunus dulcis x Prunus persica, selezionato per affrontare i problemi di molte specie coltivate, appartenenti al genere Prunus, nell’areale mediterraneo, non risolti dai portainnesti di mandorlo franco, Gf677 ecc. Questo portainnesto è caratterizzato da: foglie rosse, buona vigoria, adattamento ai terreni calcarei e ad altre condizioni agro-ecologiche mediterranee; inoltre, è caratterizzato dalla compatibilità d'innesto con l'intera gamma delle cultivar di pesco e mandorlo oltre che con alcune cultivar di susino e di albicocco.
Il Garnem è resistente ai nematodi galligeni. La presenza di nematodi galligeni (Meloidogyne spp.) in molti frutteti irrigati rende estremamente difficoltosa la frutticoltura, soprattutto dopo il divieto dell'uso del bromuro di metile per la fumigazione del suolo. Pertanto, la necessità di portainnesti resistenti o tolleranti per superare queste carenze è diventata essenziale per la coltivazione di drupacee in molte regioni, non solo dell'areale mediterraneo.
Il Garnem viene utilizzato per i ristoppi e per gli impianti di nuova costituzione, presenta un elevata vigoria, si presta bene per la realizzazione di impianti con un sesto tradizionale non irriguo, a conduzione biologica e di impianti irrigui con sesti più intensivi.
Varietà di mandorlo
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Vivai Munda - Piante di mandorlo innestato
· Mandorle dolci – Comestibili e usate in cucina, pasticceria e cosmetica.
· Mandorle amare – Contengono amigdalina, una sostanza che può trasformarsi in acido cianidrico, quindi sono tossiche se consumate in grandi quantità.
Le principali varietà di Mandorlo dolce da noi prodotte sono:
- Genco: Pianta a maturazione medio-tardiva (10-15 settembre) con alberi mediamente vigorosi, rustici e resistenti alla siccità, a portamento espanso e con elevata e costante produttività. La fioritura è tardiva e presenta la caratteristica di autofertilità. Fruttifica prevalentemente sui mazzetti. Le mandorle sono di medie dimensioni, di forma sferoide-amigdaloide, con sutura ventrale aperta e sutura dorsale rilevata. Il guscio è di colore avana, semi duro, con superficie liscia e pori piccoli. I semi doppi sono quasi assenti, la resa in seme si aggira dal 33% al 37%.
- Tuono: Pianta a maturazione precoce (1-10 agosto) con alberi mediamente vigorosi, rustici, resistenti alla siccità, a portamento espanso e con elevata e costante produttività. La fioritura è tardiva e presenta la caratteristica di autofertilità. Fruttifica prevalentemente sui mazzetti. La mandorla ha pezzatura medio grossa, forma amigdaloide e guscio rugoso, semiduro e con pori medi. Il seme è di grossa pezzatura, forma ellittica appuntita, colore marrone e superficie rugosa, La percentuale di semi doppi può arrivare fino al 25%.
La resa in seme si aggira dal 33% al 38%. La forma ed il gusto ne permettono una destinazione al consumo fresco o all’industria.
- Ferragnes: Pianta a maturazione medio-tardiva (1-10 settembre) con alberi mediamente vigorosi, rustici, resistenti alla siccità, a portamento assurgente e con buona produttività, presenta alternanza di produzione. La fioritura è tardiva e presenta la caratteristica di autosterilità, quindi necessita di impollinatore (Tuono o Genco). La mandorla ha pezzatura media, forma di amigdaloide e guscio rugoso, semiduro e con pori medi. Il seme è di grossa pezzatura, forma ellittica appuntita, colore marrone e superficie rugosa. I semi doppi sono assenti.
La resa in seme si aggira dal 34% al 38%. La forma ed il gusto ne permettono una destinazione al consumo fresco o all’industria confettiera.
- Supernova: Il Mandorlo Supernova è un albero di vigore medio, precoce, con produzione elevata e costante. Buona resistenza alle avversità.
Fiorisce nella II^ decade di Marzo (medio tardiva).
È autofertile, quindi non necessita di impollinatori. Viene raccolta nei primi giorni di Settembre. Il frutto è una mandorla di pezzatura medio grossa, forma amigdaloide e con guscio semi-duro di colore marrone chiaro o giallo-bruno. I pori sono mediamente numerosi, sia grandi che piccoli, e la superficie è ruvida.
La resa in seme si aggira dal 33% al 36%. La forma ed il gusto del seme ne permettono una destinazione al consumo fresco o all’industria.
- Vinci a Tutti: cultivar autoctona selezionata nel centro Sicilia. È un albero molto vigoroso con portamento espanso. Ha una lunga carriera produttiva, presenta una produttività elevata e costante, resiste bene a diverse avversità. Fiorisce nei primi giorni di marzo, ed è autofertile, non necessita di impollinatori. La raccolta avviene nei primi giorni di settembre. Il frutto, di forma rotondeggiante di pezzatura medio grossa, ha un guscio liscio con pori medi, che presenta la sutura dorsale molto pronunciata. E’ una mandorla di consistenza dura, la resa in seme si aggira intorno al 20%. Il seme è molto ricco di olio.
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